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la zuccazione di Gaio Giulio Andreotti

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Fedele a quanto ripromessomi allorch andai a vedere Indiana Jones 4, con sommo senso di colpa ho espiato prima andando a vedere il magnifico “Gomorra” di Garrone, indi (o indy?) poi ieri sera visionando lo scatenato “Il Divo”, di Sorrentino. “Scatenato” perch trattante un personaggio libero da catene, libero da manette e prigionie, scatenato perch descrivente un personaggio capace in ogni caso di districarsi dagli incatenamenti, scatenato perch non racchiudibile Zapatos Louis Vuitton Bolsos in nessuna teoria, teorema complotto o congettura. Scatenato.

Il “divo” in questione, centro della narrazione del film, come quasi tutti ormai sanno, il senatore a vita Giulio Andreotti, 7 volte capo del governo, innumerevoli volte ministro e sottosegretario, detentore (oscuro?) del potere politico italo/democristiano sin da quando nata la Repubblica Italiana, fino alla “tangentopoli” di met anni (e oltre?). Il termine “il divo” uno dei tanti soprannomi affibbiati ad Andreotti, nel corso degli anni. L fu Pecorelli, il giornalista che nel corso degli anni aspramente critic il grande capo DC, fino alla sua inspiegabile (?) morte, per mano di un killer.

Incuriosito dal termine “divo”, diretto discendente dal latino “divus”, cio divino, son tornato a vecchie reminiscenze di letteratura Camisa Ralph Lauren latina del liceo. E interessante il fatto che il divus era spesso un grande esponente politico di grandissimo prestigio, solitamente l che veniva divinizzato post mortem mediante il processo di “Apoteosi”.

Cito a tal proposito Wikipedia: “L di un imperatore era essenzialmente un atto politico attuato dal successore dell Tale processo prevedeva la creazione di un di cera dell riccamente vestito e seduto, esposta in pubblico per un certo numero di giorni, dopo di che veniva bruciata. Gli imperatori che venivano divinizzati, venivano chiamati con l di divus, titolo che precedeva tutti i loro nomi. Infatti, Claudio veniva chiamato divus Claudius. Questa parola viene spesso tradotta come “dio” (quindi, “Claudio il dio”) ma ci non esatto; una miglior traduzione sarebbe “divino” (quindi, “il divino Claudio”), un pi leggera che gli intellettuali romani potevano accettare come metaforica. Nel tardo impero, questo onore divenne sempre pi associato in modo automatico agli imperatori morti. Quando l divenne parte della vita politica romana nella tarda repubblica e nel primo impero, inizi ad essere trattata in contesti letterari. Anche Ovidio descrive l di Cesare nel libro XV della Metamorfosi e attende la glorificazione di Ottaviano. La nozione di apoteosi venne parodiata da Lucio Anneo Seneca nel suo Apocolocyntosis divi Claudii Bag Louis Vuitton Baratos (La Zuccazione dell Claudio), nella quale Claudio non viene trasformato in un Camisa Ralph Lauren dio, ma in una zucca. Questa opera satirica non solo irrideva il fatto che il notoriamente goffo e malparlato Claudio potesse essere una divinit ma rivelava una certa irriverenza nei confronti dell del culto del governante, almeno tra le classi educate di Roma”.

L punto quello pi interessante, che pi vedo collegato al film di Sorrentino. Il film tratta della vita (“spericolata”, come dir la sua segretaria) del Divino Andreotti. Ma non un bens una “zuccazione”, una apocolocyntosis, un satirica, che fa del grottesco, del surreale, dell il suo timbro stilistico costante e vincente.

“Il Divo” non un film d non un film che pretende di dare giudizi basandosi su prove. Per quello ci sono i tribunali, che Andreotti ha affrontato uscendone indenne. Non pienamente assolto, attenzione, ma tuttavia indenne. E cosa diversa, e bisogna ribadirlo. Assoluzione per quanto riguarda gli eventi di met degli anni ma Bolsos Louis Vuitton Baratos colpevole con prescrizione, per quanto riguarda i fatti accaduti in precedenza.

“Il Divo” un magistrale, che ragiona per simbolismi, per maschere, per metafore, per iperbole. Servillo eccezionale nel rendere non solo la maschera di Andreotti (senza mai cadere nella macchietta “stile Bagaglino”), ma la maschera del Potere, pi in generale. Un potere che promuove un sistema basato sul servilismo di chi si offre al potente per ottenere favori e su piccole becere molliche di pane svendute al popolo per tenerlo buono e temporaneamente (perennemente?) asservito. “Il Divo” una meditazione rock sulla forza del potere, che tutto sa confondere e tutto annebbiare (il bianco, il nero, fusi in un impenetrabile grigiore) pur di mantenere lo “status quo”, pur di mantenere se stesso. In questa simbologia sta tutta la sua potenza, la sua forza, descritta prima che con le parole, con le immagini. Immagini oniriche, immagini surreali. Una fotografia cupa, basata su ombre nere e sangue porporino. Il colore dell del potere.

Proprio la presenza di questa oscurit di questo potere che annebbia le coscienze, di queste immagini da incubo, su un tappeto di musica rock, mi ha fatto pensare subito alla musica dei Pink Floyd, ed alla genialit (forse anche paranoica, ma comunque geniale.) di Roger Waters. In questo senso, il primo paragone musicale che mi viene in mente, ripensando a “Il Divo”, proprio “The Wall”. L (o l del potere, attraverso maschere grottesche. Maschere anche pronte ad un istante breve e fugace di verit che pur tuttavia nessuno ascolter nessuno accoglier

La filosofia del secondo novecento, che si basa sulla cosiddetta “epistemologia della complessit ha rilevato come quanto pi ci si avvicina ad un oggetto da analizzare, tanto pi questa osservazione sia precaria, sganciata dal contesto, dai tanti legami che lo collegano a ci che lo circonda e dunque uno sguardo analitico sia riduttivo. In modo diverso, pi poetico Zapatos Louis Vuitton Bolsos forse, Oscar Wilde, decenni prima, aveva detto qualcosa di simile dicendo che quanto pi guardi “il profondo”, tanto pi “il profondo guarda te”. Cos avviene in questo film. Tanto pi ci si avvicina alla figura del “Divus Giulius”, tanto pi egli resta enigmatico, inafferrabile, oscuro. Restano le sue battute, fulminanti, spiazzanti, che per pur rispondendo non esaudiscono la domanda, il desiderio di sapere, ma anzi lo alimentano. Andreotti resta figura solitaria ed incomprensibile, che si attornia di gentaglia (la sua corrente politica composta da Lima, Cirino Pomicino, Sbardella, Ciarrapico.) pronta a fare il lavoro sporco in suo nome, senza che lui neppure abbia bisogno di farne richiesta.

Tutto ci reso possibile non solo grazie alla sapiente mano di Sorrentino, ma alla grandezza di un cast che si basa in gran parte su attori teatrali, che su piccole smorfie, su semplici movimenti sono capaci di creare dei personaggi che sono riflesso deformato dei protagonisti della politica italiana. Servillo gestisce gi col fisico, ancor prima che con il linguaggio, un andreotti sornione, pronto a vivere di impercettibili e improvvisi lampi di frenesia; un andreotti afflitto dal malditesta, ma Bolsa Louis Vuitton original in grado di gestire piramidalmente il coro di politicanti alla sua porta. Tutto intorno un cast di attori mostruoso, attori con due palle cos che hanno sulle spalle anni ed anni di teatro, di quello “fatto bene”: Buccirosso un frenetico Cirino Pomicino, Flavio Bucci nei panni di Evangelisti, Bosetti nel ruolo di Scalfari, Anna Bonaiuto nel ruolo della moglie, Piera Degli Esposti nel ruolo della segretaria, Popolizio nel ruolo di Sbardella, Ralli nel ruolo di Ciarrapico.

Sembra tutto un incubo, vorremmo fosse tutto un Bolsos Louis Vuitton Para Hombre incubo. Vorrebbe, sottilmente, proporsi come incubo. Invece la realt amara, amarissima, di questo Paese. Della storia di questo Paese.